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Reshoring Manufacturing: cos'è e può aiutare davvero il Made in Italy? - YouTube
Channel: Ornella Auzino
[0]
Il reshoring salverà il made in italy? Questo
è un argomento abbastanza complesso da spiegare
[7]
ma proverò, come faccio sempre su questo
canale, a renderlo
[13]
quanto più facile e fruibile possibile. Io sono Ornella Auzino
e produco borse per altri
[19]
per amore del mio lavoro e del mio settore racconto tutto
quello che c'è dietro al mondo delle borse originali
[24]
ovvero vendute e prodotte attraverso il
mercato legale. Lo faccio anche per oppormi alla
[29]
contraffazione e raccontare tutta la filiera e
tutto quello che c'è dietro al lavoro di
[34]
una produzione di borse. E' anche un modo di sensibilizzare te che compri le borse
[40]
e puoi scegliere fra i tantissimi brand che ho
recensito su questo canale che trovi nella mia
[44]
playlist delle recensioni di borse, un prodotto
originale che magari può sostenere
[52]
un artigiano piccolo italiano, un brand che ha
l'azienda in Italia
[57]
l' importante è che sia originale. Parliamo di questo e di altro dopo la sigla!
[71]
E' importante capire che cos'è il reshoring. Draghi dice sempre parlate con parole italiane e no inglesi
[77]
quindi per dirlo all'italiana
[82]
significa il ritorno in Italia delle aziende che stavano producendo all'estero
[91]
Ritorno perché circa 30 anni fa più o meno
[99]
con l'apertura delle frontiere e con tutta una
serie di accordi
[106]
le aziende hanno cominciato ad andarsene in cina per produrre
e quindi si è aperto u nuovo mondo dal punto di vista
[113]
della produzione. Abbiamo parlato tante volte e questo ha
creato delle sfalsature nel mercato interno
[120]
un mercato che si è sempre basato sulla
manifattura si trovava un certo punto senza la
[126]
cosa principale: i clienti, quindi molte aziende
hanno chiuso, molte aziende si sono reinventate
[133]
e tante altre per reinventarsi sono diventate
terzisti o hanno cominciato a fare
[139]
il loro brand che hanno portato avanti. Questo succedeva qualche annetto fa
[145]
anche prima della pandemia
[150]
Un paio di anni fa quindi le aziende
hanno cominciato a ritornare in italia
[156]
per vari motivi. Un po perché il consumatore
diventa sempre più consapevole e
[162]
chiede dove si fanno i prodotti, con che materiale li fanno, se rispettano l'ambiente e le
[169]
normative, se rispettano i lavoratori ecc, quindi molti brand per etica poiché avevano
[176]
bisogno anche di ampliare il proprio mercato,
sono stati invogliati a ritornare in italia
[181]
fatto sta che poi l'anno scorso si blocca il mondo e
si bloccano ovviamente tutte le importazioni
[188]
e le aziende hanno dovuto rivedere completamente
[194]
i loro piani produttivi e hanno cominciato a vedere nell'
italia un'opportunità e non soltanto
[201]
come una preda temporanea. Molti
brand hanno fatto anche per anni la furbata che
[208]
producevano una parte sola in Italia per poter mettere l'etichetta made in Italy
[213]
dato che per legge si può fare
[218]
Quindi la consapevolezza del consumatore,
abbinata a delle normative, abbinata a dei costi
[224]
e dazi e tutta una serie di cose hanno fatto sì che
[229]
si verificasse questo fenomeno del rientro
in italia di tutta una serie di brand
[234]
Quindi sembra una cosa positiva perchè nel periodo in cui le aziende stanno chiudendo perché non ci sono lavori, perché c'è un
[240]
problema di finanza ecc allora è un'ottima cosa
che le aziende rientrino in italia
[247]
In realtà io ho ravvisato nel rientro delle aziende all'estero
cinque grandi problemi che vado
[254]
a descriverti e voglio che tu mi aiuti
a sviscerare ancora meglio l'argomento
[261]
quindi se hai informazioni ulteriori
[265]
ti invito a condividerle qua sotto e sui social in cui parliamo di solito
[271]
Ci sono quindi dei veri e propri gap da risolvere
[280]
per il rientro in italia. Partiamo dalla base
[285]
il primo problema che mi viene in mente quando penso che
un'azienda è rientrata in italia è il costo della manodopera
[290]
Molte aziende rientrando in italia
senza essere consapevoli che comunque il costo
[296]
della manodopera èdi più rispetto a quello a cui sono abituati, ma non perché lo voglio io, ma proprio perché costa avere le persone inquadrate
[301]
costa un certo livello di sicurezza in fabbrica ecc
[307]
Il costo del lavoro in Italia per la
manifattura grava tantissimo perché ovviamente
[313]
incide direttamente sui prodotti degli altri
settori
[319]
e un'azienda che rientra dall'estero ne risente
[324]
e cerca di trovare più o meno un pareggio con
i costi delle produzioni in cina, in india
[330]
o in altri paesi e questa cosa, come comprenderai,
è impossibile da fare o meglio.. fin quando c'era
[338]
tutto un assetto di aziende illegali e paralegali
anche in italia, era possibile
[345]
non distaccarsi così tanto dal costo di Cina, Marocco e Romania
[352]
si può fare con aziende illegali o
[358]
subappaltate, che sembra quasi una scatoletta cinese
[362]
e si perde un po di vista quello che si produce
[367]
così il prodotto mi esce quasi a quel pezzo a cui
compravo dall'estero e per di più quel poco che
[374]
pago in più ne guadagno di logistica
[379]
e ammortizzo i costi. E' un problema grande che va affrontato subito
[383]
dal punto di vista sia legislativo che politico
[389]
perché bisogna riformare completamente il settore
e soprattutto certificare la filiera e controllare tutti
[396]
quelli che sono i processi di ritorno in italia
di queste aziende. Cerchiamo di rendere
[402]
profittevole tutta questa cosa per chi vuole ritornare. Il secondo grande problema che intravedo in questo rientro in Italia
[410]
è dettato da una mancanza di know how da parte dei
terzisti. Nel corso degli anni è accaduta una cosa
[419]
che provo a spiegarti in maniera semplice: quando le aziende sono andate all'estero
[426]
a produrre, i terzisti facevano tutto in fabbrica
[431]
sviluppavano i modelli, le produzioni, la ricerca materiale e avevano
[438]
competenze a 360 gradi. Succede poi che molte aziende devono riconvertirsi quando iniziano a lavorare con le
[445]
firme, inizialmente hanno mantenuto tutte queste fasi quindi facevano
[451]
il taglio, l'approvvigionamento dei materiali, lo sviluppo delle campionature e tutto il resto
[456]
Le firme però, dato il problema della contraffazione,
[461]
hanno deciso di distribuire fasi differenti a terzisti diversi
[468]
altrimenti c'era un alto rischio di overrunning e quindi di sovrapproduzioni
[474]
che sono state vendute sotto banco
[481]
inoltre c'era anche il problema di corruzione a certi livelli della filiera
[487]
magari l'ispettore che gestiva la pelle
[493]
prendeva la mancetta dalla conceria e poi la mancia
[500]
dal terzista.. tutta una serie di episodi che
[507]
molti del settore sanno
[511]
e magari ascoltandomi si faranno pure una risata ricordando quei tempi
[517]
Quindi i brand che danno il lavoro fuori iniziano a spezzettare le varie fasi
[523]
Il taglio lo fanno loro internamente,
l'assemblaggio lo fa il terzista, la logistica la
[530]
fa un altro, così hanno un maggiore controllo verso chi fa
[535]
parte della filiera che come dico sempre
andrebbe certificata
[541]
Ora però cosa succede? Che ora il terzista si trova a saper fare solo quella fase specifica
[546]
soprattutto i terzisti di
[553]
seconda terza e generazione
[558]
e alla fine non si incontreranno domanda e
offerta perché il terzista non sarà in grado
[565]
di sviluppare campionatura, approvvigionamento,
e tutto quello a cui è abituata l'azienda che
[570]
rientra dall'estero. Serve quindi una fase di ricollocazione del terzista
[577]
e di riaccompagnamento alla normale vita in fabbrica e quindi della creazione di
[583]
campionari, lo sviluppo dell'approvvigionamento
materiali e tutte le cose che si sono perse nel corso degli anni
[596]
mi è capitato in passato di interagire con delle persone ma avevo il problema di non avere la modelleria interna
[602]
e adesso ci siamo messi in corsa
[609]
però se il governo aiutasse, se ci fossero
le associazioni che supportassero chi non
[615]
è in grado in questo momento di prendere lavori
completi e soprattutto se ci fosse cooperazione
[620]
quindi se delle strutture svolgessero i campionari
e delle altre le produzioni senza che chi svolge
[626]
campionari pende il guadagno su quello che deve
fare il terzista ma lo si fa in collaborazione
[632]
si potrebbe arrivare a dei progetti molto interessanti. Non bisogna pensare alla filiera come
[638]
come appalti e subappalti ma come una
condivisione
[644]
bisogna fare collaborazioni e non essere
[650]
egoisti e condividere e crescere. Io nel mio
piccolo cerco di farlo e spero che col tempo molte
[656]
persone comincino a condividere e che non siano avidi,
tanto anche quello che ha duemila persone
[663]
a lavoro ha dei limiti produttivi e quindi non
potrà fare tutto internamente e quindi è il caso
[669]
di cominciare a crearsi dei corollari fuori
dove non ci sia necessariamente un rapporto
[676]
di subappalto ma un rapporto di condivisione, una
sorta di consorzio
[681]
Troviamo una formula per poter aiutare i terzisti! Il terzo problema grave
[689]
pesa tantissimo sull'italia a qualsiasi livello ma
ancora di più nel meridione e sono le infrastrutture
[694]
Noi siamo
portati a pensare che i brand quando producono
[700]
all'estero producono soltanto perché i costi
di manodopera sono bassi
[706]
invece non è solo legato al costo di manodopera ma anche al
[712]
livello di organizzazione, di infrastrutture che
le fabbriche in cina o in altri paesi del mondo
[718]
riescono ad avere e parlo non solo di fabbrica
inteso come stabilimento ma di tutto quello che
[724]
viene costruito attorno. Per arrivare
a una fabbrica magari c'è l'aeroporto vicino
[731]
o tutta una serie di treni e di servizi vari
[737]
In Italia invece abbiamo solo delle aree
che rappresentano dei comparti produttivi ma non
[744]
necessariamente quelle aree sono ben servite
da tutti i mezzi pubblici faccio un esempio:
[749]
se tu vai a Scandicci e quindi vai a Firenze,
scendi alla stazione di firenze prendila tramvia
[755]
e arrivi direttamente dentro Scandicci. Non voglio entrare nella polemica toscana perchè non mi compete
[761]
in cui lamentano che la tramvia ha tolto molti posti di lavoro
[768]
purtroppo col processo moderno ci si perde da altri
punti di vista ma diciamo che tendenzialmente
[775]
questa cosa cosa è fighissima. A Napoli invece è impossibile arrivare dalla stazione centrale
[780]
a Casandrino o ad Arzano. Magari tu sei fuori Napoli
[786]
e devi quindi per forza prendere un'auto
[792]
andare a prendere la persona alla stazione e portarla
in azienda. Lo stesso problema lo hanno gli stessi operai
[797]
che non possono utilizzare il monopattino o la bicicletta elettrica per venire da certi
[803]
quartieri nell'hinterland dove ci sono la maggior parte delle fabbriche
[809]
E' stato un grande problema anche nel periodo
del lockdown, perchè gli operai magari si raggruppano
[814]
in una sola auto per andare a lavoro e in quel periodo non potevano farlo e non c'erano neanche i mezzi
[819]
e si sono dovuti riorganizzare anche impattando sull'ambiente
[825]
quindi è davvero una situazione paradossale
[830]
perché i mezzi pubblici non funzionano soprattutto al sud
[836]
il paradosso è proprio questo che è il sud quello
[843]
che ha più bisogno di infrastrutture percè è una skill ed
[848]
un vantaggio per il made in italy avere un sud
produttivo perché al nord non riescono a produrre
[854]
tutto e quindi necessariamente molti brand devono
produrre in campania (come già fanno)
[860]
in puglia, in sicilia, in calabria, quindi c'è bisogno di infrastrutture e c'è bisogno
[866]
di falo nel più breve tempo possibile, non come la
salerno reggio calabria...
[873]
e soprattutto avere una progettualità
[878]
intorno alle fabbriche, intorno ai poli produttivi
per aiutare quei poli a svilupparsi
[887]
Altro gravissimo gap che c'è è la mancanza di network
[893]
fra aziende, artigiani e fornitori
[900]
Ci sono tantissime associazioni e molte stanno facendo delle
attività utilissime per il settore
[907]
solo che poi ognuno appartiene ad un' associazione diversa e comunque non c'è coesione
[913]
poi molte hanno interessi politici e non ci si può affidare
[919]
perchè ci sono interessi diversi per differenti progetti
[924]
sarebbe bellissimo poter fare un fronte unitario
poter capire quanta capacità produttiva ha l'italia realmente
[931]
vedendo che programmi di lavoro ho e come
[938]
posso sopperire ai problemi o vedere come risolvere se c'è una fabbrica che non sta lavorando
[943]
Sapere chi ha una capacità produttiva immediata, chi a medio termine e chi più a lungo
[948]
Uno schema quindi per poter allocare
lavoro alle aziende e questo è possibile solo se c'è network
[956]
fra tutti quanti invece di guardare ognuno al proprio orticello
[963]
ma sembra che qualcosa si stia muovendo quindi non disperiamo
[969]
spesso dalle crisi nascono ottime opportunità. Ultimo problema ma non per importanza
[977]
è il non avere le strutture per poter gestire il terzista
[982]
che non è la fabbrica in Cina. In Italia bisogna seguire il cliente passo passo, dal design
[990]
da un computer, con i materiali, con la manodopera
[998]
e tempi dettati pure dal fatto che si hanno altri clienti e programmazioni
[1004]
Molte aziende rientrano all'estero forti
del fatto che c'è molta gente che ha bisogno di lavorare
[1010]
e cercano di trovare delle forme coercitive
[1017]
per poter collaborare ma a prescindere da questo, è proprio una questione
[1023]
pratica. Devono esserci delle basi da
parte dell'azienda che commissiona il lavoro per
[1028]
poter gestire la filiera che produce e quindi dietro c'è tutto questo giro
[1035]
in cui si vede l'opportunità ma non si vuole fare nulla per
[1043]
risolvere questi problemi. Spero che ci sarà
[1049]
la volontà reale da parte dei grandi gruppi e del
governo e dei dei piccoli artigiani, le piccole
[1056]
e medie imprese, di risolvere. Scrivimi qua sotto cosa ne pensi su questo argomento
[1062]
Spero che questo video ti è stato utile. Iscriviti al
canale. Noi ci vediamo al prossimo video. Ciao da Ornella
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