Tassazione sugli investimenti: Tutto quello che devi sapere - YouTube

Channel: Io Investo

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la tassazione sugli investimenti è un tema sul quale c'è sempre molta
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confusione e stranamente gli italiani prendono delle batoste incredibili
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basterebbe sapere poche semplici regole e trucchetti per ottimizzare fiscalmente
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il proprio portafoglio di investimenti per risparmiarsi migliaia e migliaia di
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euro ogni anno indipendentemente da quello su cui
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investiamo vi anticipo subito che quello di oggi più che un semplice video sulla
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tassazione degli investimenti sarà il video sulla tassazione degli
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investimenti saranno i dieci minuti meglio investiti della vostra giornata
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ciao io sono alessandro moretti analista finanziario e trader indipendente con
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oltre 10 anni di esperienza e sono anche l'autore del libro smart investing come
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investire in azioni con successo rimanete fino alla fine perché al
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termine del video come sempre vi darò anche un consiglio pratico su come
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investire correttamente in funzione delle diverse tassazioni iscrivetevi al
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tutti i nostri nuovi contenuti che sono liberi da qualsiasi conflitto di
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interesse potrete così imparare ad investire e gestire i vostri risparmi nel
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modo più corretto e cioè perdere meno guadagnare di più e vivere più
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tranquilli ma non perdiamo altro tempo e partiamo subito via
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cominciamo subito col dire che quando guadagniamo o perdiamo con i nostri
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investimenti generiamo due tipologie di redditi i redditi da capitale e i
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redditi diversi iniziamo col capire la differenza tra
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queste due tipologie di redditi i redditi da capitale si definiscono certi
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nella montare e nell'esistenza non avete capito vero ok vi faccio un esempio
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avete comprato un azione fiat e sapete che il 10 maggio vi paga 100 euro totali
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di dividendo quel dividendo è certo nell'ammontare in quanto è di 100 euro
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non può essere né più alto né più basso inoltre è certo anche nell'esistenza in
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quanto è stato già approvato dall'assemblea e quindi non può essere
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messo in dubbio quindi è certo che nella data specifica del 10 maggio
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riceverete 100 euro di dividendo lo stesso discorso vale anche per le cedole
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delle obbligazioni questi sono redditi da capitale i redditi diversi sono
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invece incerti nel quantum o nell'esistenza in questo caso ci
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riferiamo a plusvalenze e minusvalenze generate ad esempio
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dalla compravendita di azioni o di obbligazioni se io compro un azione o un
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obbligazione non posso dire con certezza quale sarà
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il profitto o la perdita che avrò e quindi il risultato non può essere considerato
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come un reddito da capitale ma deve essere considerato come un reddito
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diverso ma perché non posso dirlo con certezza perché se la compro a 97 euro
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l'obbligazione potrai rivenderla a 95 oppure a 103 o a 107 e quindi non c'è
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certezza del risultato la cosa importante da capire è questa
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redditi da capitale e redditi diversi non possono essere compensati tra di
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loro perché è come se fossero racchiusi in delle scatole distinte è come se
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fossero mele e pere non potete mica paragonare le mele con
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le pere ma soltanto le mele con le mele e le pere con le pere cosa significa però
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questo in pratica nel caso dei redditi diversi lo stato ci permette di fare
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una compensazione tra le minusvalenze pregresse e le plusvalenze successive no
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è non avete capito facciamo un altro esempio vai che mi
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piace fare gli esempi supponiamo che nel 2018 abbiamo perso
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diecimila euro attraverso la compravendita di azioni un caso non
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troppo raro abbiamo generato per cui 10mila euro di minusvalenze che
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rientrano nella categoria dei redditi diversi
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bene questi 10mila euro mi creano uno zainetto fiscale ossia lo stato mi
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permette di recuperarle fiscalmente con le successive plusvalenze quindi se nel
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2019 guadagniamo ad esempio 6.000 euro su questi 6.000 euro non ci paghiamo le
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tasse perché avevamo delle minusvalenze pregresse da recuperare quindi nel 2019
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pagherò zero tasse e nel 2020 avrò uno zainetto fiscale di 10.000-6.000 euro
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ossia di 4.000 euro e così via per recuperare le
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minusvalenze maturate in ciascun anno specifico abbiamo a disposizione cinque
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anni scaduti questi cinque anni perdiamo il bonus fiscale
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pensate che sia una cosa da poco che non sia importante l'anno scorso è venuto un
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cliente che voleva investire i propri risparmi
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mentre ci parlo mi accorgo che aveva circa 100mila euro di perdite su delle
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azioni monte paschi che aveva comprato diversi anni fa stava praticamente
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perdendo il 99 per cento ed erano perdite che non
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avrebbe mai potuto recuperare questo dipende da una serie di motivi che ho
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già spiegato in altri video per cui non ridico in questo al che gli dico scusa
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perché non le vendi e lui perché mi rode venderle in perdita
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ecco questa è una situazione fiscalmente inefficiente ed ora vi spiego il perché
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se lui quest'anno guadagna 100mila euro dovrebbe pagare 26 mila euro di tasse se
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invece prima vende quelle azioni incassando una perdita di 100 mila euro
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nei successivi 100mila euro guadagnati si risparmierebbe di pagare 26 mila euro
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di tasse decisamente una bella differenza ecco questo errore lo fanno
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in tantissimi e basta una minima conoscenza del funzionamento della
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fiscalità di uno strumento finanziario per ottimizzare il portafoglio
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ma andiamo a vedere adesso un concetto un po' spinoso per molti e come sempre
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cerchiamo di farlo spiegandolo nel modo più chiaro possibile
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quando subite delle perdite otterrete sempre dei redditi diversi perdite
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uguali a redditi diversi quando invece ottenete dei profitti
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arrivano i problemi perché a seconda dello strumento finanziario che state
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utilizzando potete generare dei redditi diversi o dei redditi da capitale usiamo
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questa tabella per capire meglio quando si tratta di plusvalenze sono redditi da
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capitale e quindi non possono essere usati per compensare minusvalenze
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pregresse cedole di obbligazioni dividendi di azioni fondi o etf cedole
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di certificates quando però non sono condizionate al verificarsi di eventi
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specifici e sono quindi certe conti correnti conti di deposito vincolati e
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non e libretti gestioni patrimoniali polizze vita ramo 1 3 e 5 plusvalenze
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generate dalla compravendita di quote di fondi o etf
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quindi se avete delle minusvalenze da recuperare non ha alcun senso ad esempio
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farsi un portafoglio fatto di soli fondi o etf perché pagherete sempre e comunque
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le tasse sugli eventuali profitti o dividendi distribuiti e quelle
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minusvalenze che avete marciranno lì finché non scadranno avrebbe invece più
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senso farsi un portafoglio dove ci sono insieme a fondi ed etf anche singole
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azioni in modo tale da poterli usare per recuperare le minus sui fondi e sugli etf
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in realtà la situazione è abbastanza assurda e paradossale non si è capito
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infatti per quale motivo lo stato considera le plusvalenze ottenute dalla
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loro compravendita come redditi da capitale e quindi come redditi certi
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nell'ammontare e nell'esistenza è una cosa in realtà assurda ma purtroppo tanto è
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ce ne dobbiamo fare una ragione e quindi un portafoglio fatto solo di
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fondi o etf diciamo che fiscalmente non è ottimale
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soprattutto se si hanno delle minusvalenze da recuperare non è che
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devi fare soltanto singole azioni o singole obbligazioni ma se ce ne metti
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un po' male non fa chiaramente senza comprarle ad minchiam ok ci vuole sempre una
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strategia anche sugli etf c'è da fare una distinzione perché le persone fanno
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sempre come al solito un sacco di confusione sono redditi da capitale
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solo le plusvalenze generate dalla compravendita di etf mentre invece sono
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redditi diversi le plusvalenze generate dalla compravendita di etc e sono
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praticamente degli etf che investono in materie prime e gli etn che sono
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completamente diversi dagli etf ed etc in quanto sono in realtà titoli
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cartolarizzati sostanzialmente dei titoli di debito emessi dall'emittente e
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quindi decisamente più pericolosi e rischiosi ho fatto questa distinzione
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tra etf etc ed etn perché in realtà le persone fanno confusione e chiamano con
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il nome etf tutti e tre in realtà sono tre prodotti completamente diversi
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dopo questa bella carrellata di informazioni spero che abbiate preso
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appunti perché adesso andiamo a vedere l'entità della tassazione e tante altre
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informazioni i redditi da capitale sono tutti tassati al 26 per cento i redditi
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diversi sono tutti tassati al 26 per cento fatta eccezione per i titoli di
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stato presenti nella white list ad esempio il bund e btp i titoli
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sovranazionali ad esempio le obbligazioni della world bank
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i buoni fruttiferi postali su tutto il resto pagate il 26 per cento prima era
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tutto il 12,5 per cento ma poi lo stato ha dovuto fare cassa e le ha portate al
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26 per cento una precisazione quando investite in un
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etf oppure in un fondo che investe a sua volta in titoli di stato che sono in
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white list sulla parte del capitale investito in questi titoli ci pagate il
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12,5 per cento e sul restante il 26 per cento
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quindi se il fondo investe il 50 per cento in titoli di stato italiani e il
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resto in obbligazioni se voi ottenete una plusvalenza di 10.000
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euro su 5.000 euro pagherete il 12,5 per cento e sui restanti 5.000 euro pagherete
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il 26 per cento se vi interessa questa è un'immagine dei paesi che appartengono
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alla white list se adesso state pensando io sono più furbo di tutti investo
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tutto in titoli di stato e buoni fruttiferi perché ci pago meno tasse state
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dicendo in realtà una grande cazzata gigantesca spaziale sì lo so che in
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banca vi hanno abituato che si parte dalla scelta del prodotto ma non è così
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che va fatto non compro buoni postali perché ci pago meno tasse
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compro buoni postali se vengono incontro ad una mia specifica esigenza
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lo stesso vale per i btp e poi non ha alcun senso concentrare il portafoglio
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di rischi specifici andiamo avanti perché non è finita qui
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parliamo adesso di imposta di bollo l'imposta di bollo non è altro che una
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piccola patrimoniale l'hanno chiamata imposta di bollo ma di
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fatto è una tassa sul patrimonio allora l'imposta di bollo ammonta a 34 euro l'anno
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per conti correnti e libretti di risparmio postali o bancari
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se la giacenza media supera i 5mila euro se la giacenza media invece è inferiore
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a 5.000 euro allora l'imposta di bollo di 34,20 euro non è dovuta per tutto il
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resto l'imposta di bollo assume il valore
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dello 0,2 per cento l'anno quindi se avete 100 mila euro investiti in
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qualsiasi strumento finanziario sappiate che pagate lo 0,2 per cento
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annuo ossia 200 euro ogni anno che in dieci anni fanno 2.000 euro
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attenzione perché anche i conti correnti vincolati conti di deposito i buoni
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fruttiferi postali pagano l'imposta di bollo pari allo 0,2 per cento ve lo dico
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perché molte volte gli impiegati sono un po' smemorati e se ne dimenticano
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sono invece esenti da imposta di bollo le polizze vita ramo 1 domani andiamo a
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fare tutti le polizze vita ramo 1 non vi azzardate non hanno l'imposta di
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bollo ma hanno problemi ben più gravi in tanti mi dicono eh vabbè allora sai
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che c'è prendo e mi apro il conto all'estero
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no l'imposta di bollo la pagate anche se aprire un conto all'estero
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in questo caso non si chiamerà imposta di bollo ma ivafe ossia l'imposta sul
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valore delle attività finanziarie detenute all'estero
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e guarda caso è sempre dello 0,2 per cento in pratica si chiama solo in
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maniera diversa ma è la stessa identica cosa
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mica lo stato poteva farsi scappare un'occasione del genere un'ultima
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avvertenza attenzione perché sulle obbligazioni ed azioni estere possono
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essere applicate ulteriori ritenute alla fonte che possono comportare tassazioni
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molto elevate è il caso ad esempio delle cedole delle obbligazioni e dei
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dividendi azionari che salvo specifici accordi bilaterali tra stati vengono
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tassati due volte una prima volta alla fonte cioè dallo stato in cui abbiamo
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comprato l'azione o l'obbligazione e una seconda volta in italia per la quota
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parte rimanente vi faccio un esempio come al solito ricevete un dividendo
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lordo di 100 dollari da una società americana questo dividendo sarà prima
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tassato in america e poi in italia se la tassazione in america è del 35 per cento
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salvo accordi bilaterali dei 100 dollari iniziali ne riceverete direttamente 65
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poi su quei 65 dollari ci dovrete pagare il 26 per cento di tassazione italiana
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vi rimangono così 48 dollari la tassazione complessiva sarà stata
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perciò del 52 per cento ma adesso concludiamo il video andando a parlare
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dei tre diversi regimi fiscali che possiamo adottare dichiarativo
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amministrato e gestito la differenza fondamentale tra i tre consiste nel
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rapporto tra il risparmiatore e l'intermediario il regime dichiarativo è
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un regime fai da te durante l'anno fate tutte le operazioni che volete poi
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all'inizio dell'anno successivo stampate il rendiconto che dovrete poi portare al
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commercialista commercialista che provvederà a farvi il calcolo delle
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tasse che dovrete pagare attenzione anche in questo regime i
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redditi da capitale non sono compensabili con i redditi diversi
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quelli non li potete mai compensare sui redditi da capitale continua ad esserci
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la tassazione alla fonte cioè per conto dello stato tranne che per gli strumenti
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non armonizzati come ad esempio alcuni fondi specifici di diritto straniero il
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regime amministrato invece prevede che ci sia un intermediario che si occupa di
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tutti gli adempimenti fiscali che svolge quindi il ruolo si dice di sostituto di
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imposta normalmente quasi tutti gli intermediari italiani ed europei fanno
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anche da sostituto d'imposta e permettono quindi di adottare il regime
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amministrato altri intermediari invece soprattutto quelli extra ue non
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permettono di avere un regime amministrato e ti obbligano ad usare
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quello dichiarativo che tra l'altro io lo preferisco con il regime amministrato
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il risparmiatore incassa tutto quello che ha guadagnato al netto di tutte le
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tasse e senza ulteriori obblighi nei confronti dell'agenzia delle entrate è
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dunque la banca ad occuparsi di tutto quanto anche in questo regime i redditi
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da capitale non sono compensabili con i redditi diversi
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se avete un conto in regime amministrato e un conto in regime dichiarativo ossia
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avete più conti in regime amministrato sappiate che non potete compensare le
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minusvalenze fatte su un conto con le plusvalenze fatte su un altro immaginate
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il regime amministrato come se fosse una grande scatola chiusa di proprietà della
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banca le minus che fate in quella banca
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rimangono dentro quella scatola e non possono uscire ma c'è un modo per farle
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uscire certo dovete farvi aprire la scatola
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dalla banca e farvi quindi certificare le minus da recuperare e come si fa
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ci sono tre modi chiudete il dossier titoli
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chiudete il conto corrente oppure comunicate alla banca di voler passare
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dal regime amministrato a quello dichiarativo in tutte e tre queste
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occasioni la banca è obbligata ad aprire la scatola e certificarvi le minusvalenze
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potete poi prendere queste minusvalenze portarle presso un altro conto in regime
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dichiarativo o amministrato se invece avete più conti in regime
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dichiarativo potete sempre e comunque compensare minus e plus ottenute su conti
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diversi ed infine abbiamo il regime è gestito in questo caso si delega
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all'intermediario sia la gestione dell'investimento che degli adempimenti
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fiscali come nel caso del regime amministrativo l'intermediario funge
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da sostituto di imposta tra tutti e tre io preferisco di gran lunga quello
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dichiarativo perché permette maggiore libertà o e concludiamo adesso con il
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consiglio finale che dovrete scrivervi sulla fronte ottimizzare l'aspetto
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fiscale dei propri investimenti è importante sì ma non è il fattore più
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importante il mio portafoglio deve essere fatto in funzione dei miei
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obiettivi e dei miei orizzonti temporali solo dopo sceglierò i migliori strumenti
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per raggiungere gli obiettivi ed infine effettuerò un'ottimizzazione fiscale per
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evitare di bruciare i soldi inutilmente ma non è che scelgo il prodotto
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finanziario perché ci pago meno tasse e poi ci adeguo sopra la mia esigenza non
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si fa così sarebbe come andare al supermercato a fare la spesa non è che
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comprate il merluzzo solo perché è in offerta magari siete allergici oppure
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ne avete già in casa oppure semplicemente avete intenzione di cucinare altro per
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quel giorno quando andate al supermercato avete già in mente cosa
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vi serve avete la lista della spesa poi se lo trovate in offerta ancora meglio
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altrimenti non lo comprate un esempio incredibile di come si fanno intortare
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le persone con la scusa del risparmio fiscale sono i pir
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i piani individuali di risparmio scommetto che ne avete sentito parlare
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accecati dal risparmio fiscale e dalle pressioni commerciali delle banche
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molti risparmiatori italiani si sono riempiti le tasche di questi prodotti
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prodotti che sono un concentrato di rischio italia con dei costi esorbitanti
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per gli investitori gli investitori si sono caricati quindi
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di rischio e di costi per avere un esenzione fiscale su delle plusvalenze
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teoriche che potrebbero anche non esserci dopo cinque anni dal loro
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investimento chiaramente a due anni e più dal loro
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esordio sono tutti quanti in perdita o la stragrande
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se non recuperano quelle perdite il beneficio fiscale se lo sbattono nei
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denti e gli unici che ci hanno guadagnato come al solito sono le banche i loro
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manager e i loro venditori che nel frattempo si
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sono messi in tasca laute commissioni bonus e premi di raccolta
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bello più che un video e oggi abbiamo fatto un corso vero e proprio sulla
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fiscalità fatene tesoro perché queste cose non ve le dice nessuno noi siamo
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giunti alla fine di questo video come sempre
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concludiamo con la domanda finale signori miei il vostro portafoglio è
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ottimizzato oppure no a livello fiscale fatemelo sapere lasciando un commento
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qui sotto così poi ne discutiamo tutti quanti insieme
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sono sicuro che questo video vi è piaciuto e soprattutto questo vi è
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stato particolarmente utile ma fatelo sapere lo stesso cliccando sul tasto con il
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pollice in su i vostri amici inoltre potrebbero non sapere quanto vi ho
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appena detto per cui condividetelo anche con loro ed infine iscrivetevi al canale
[1000]
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nostre novità ci vediamo alla prossima ciao